“Rosetta”: una storia di pane, bontà e famiglia

postato in: cucina, Giornalismo | 0

Era il 1966 quando Giovanna e Giorgio hanno aperto le porte della loro attività, una panetteria già avviata nel pieno centro storico di Parma, una città ricca di fermento e amante del buon cibo. Un amore che ancora oggi rimane e si sviluppa portando avanti tradizioni e ricette del passato.
Giovanna e Giorgio all’epoca avevano coronato il loro sogno, la volontà di costruirsi un futuro e impegnarsi in qualcosa che li rappresentasse. E la “panetteria Rosetta” è esattamente questo, il risultato di sforzi, passione per il proprio lavoro e amore per il buono. E’ la bottega dove ci si ritrova per fare due chiacchiere, dove si attende con pazienza il proprio turno mentre gli occhi si perdono ad osservare la vetrina ricolma di bontà, dove il vociare dei clienti che si raccontano diventa un sottofondo rassicurante. Ci sono ore di punta in cui la coda di persone arriva fuori dalla porta, perché “La Rosetta” è un punto di riferimento cittadino, una sosta irrinunciabile per chi ne conosce i prodotti.

PANETTERIA_ROSETTA.jpg

Giovanna ha la capacità di servire e intrattenere i clienti, Giorgio si è sempre occupato degli impasti. Le tipologie di pane sono il frutto di una attenta ricerca di panificatori, ognuno con una sua particolare tipologia e forma di pagnotta. Perché “al giorno d’oggi è sempre più difficile trovare il pane fatto come si deve”. Sono cambianti anche i consumi, ma è rimasta la volontà di guardare alla qualità di quello che si mangia.
Una gestione di famiglia che si è mantenuta fedele a sé stessa, che è riuscita a conservare quel sapore di casa, il profumo delle cose genuine che richiedono la giusta attesa. Perché qui il tempo ha un valore, ce lo spiega Enrico, il figlio di Giovanna e Giorgio, che oggi ha preso le redini del laboratorio e si occupa degli impasti e della pasta fresca. Nessun additivo, solo lievito madre per la panificazione e il saper aspettare. Per stendere c’è il mattarello, quello della nonna, dove a forza di tirare la pasta sono rimasti i solchi delle dita a raccontare la storia di anni trascorsi in cucina. Quel mattarello è un vero patrimonio, una mascotte che non smette di essere utilizzata.

Alla “Rosetta” non si va solo per il pane, ma anche e soprattutto per quelle specialità che ne accompagnano il percorso fin dall’inizio, attraversando gli anni e rimanendo dei punti fermi: sono i tortelli, gli anolini, la focaccia, la pizza e i dolci, in particolare le torte. Prima fra tutte quella al cioccolato, cotta solo per 14 minuti. Poi c’è la focaccia del nonno Giorgio, morbida, soffice, con solo olio extravergine di oliva, la vera squisitezza che si preserva nella sua identità.

PANETTERIA_ROSETTA-tortelli.jpg

PANETTERIAROSETTA-anolini.jpg

PANETTERIA_ROSETTA-pizza-focaccia.jpg

Ultimo arrivato al lavoro è il giovanissimo Matteo, nipote di Giovanna e figlio di Enrico, a cui si devono le torte e la focaccia ligure, impastata e preparata quotidianamente. Perché la giornata inizia molto presto: il laboratorio apre alle 5.45 e si parte lavorando gli impasti, preparati la sera prima e lasciati lievitare naturalmente, si informano le brioche e si cominciano a creare le ottime torte che delizieranno i clienti. E’ una sorta di catena di montaggio. Alle 7 del mattino si apre e si va avanti fino alle 20, tra sorrisi, confidenze, assaggi e cucina. Prima ho accennato al fatto che gli occhi si perdono tra sfiziosità fragranti, ma ad attirare l’attenzione è anche lo spazio gastronomia, un tripudio di scelta e pietanze allettanti.

PANETTERIA_ROSETTA-gastronomia.jpg

Una quotidianità che si ripete e rimane sostenibile solo perché alimentata dalla costante passione, che ritorna anche nel sentore dei prodotti proposti. E dato che il lavoro non basta mai e la volontà di trasmettere la tradizione è tanta, ecco che Enrico ha deciso di organizzare di corsi per amatori, durante i quali poter imparare a cucinare le specialità del territorio. Il format è semplice: si ascolta, si cucina e si assaggia.

Panetteria Rosetta
Str. XXII Luglio, 10/a, 43121 Parma PR
Tel. 0521 234240

photo: Francesca Bocchia

Articolo scritto per e pubblicato su Gazzetta dell’Emilia.it

Lascia un commento