Pronti per il prossimo viaggio con la Guida Michelin Italia 2016?

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Tutti ormai la conosciamo, il suo nome è già da solo una sicurezza per la ricerca del “buon mangiare”, molti la criticano ed altri, al contrario, non ne possono fare a meno.

Quello che certamente si può dire è che la Guida Michelin è diventata uno strumento importante, e di riconosciuta attendibilità, dedicato a chi viaggia e cerca ristoranti e locali dove fermarsi per godere delle bontà gastronomiche locali e non solo.

Una guida che si rinnova ogni anno e che, proprio nei giorni scorsi, è uscita con l’edizione 2016 della Guida Michelin Italia, ovvero “una delle destinazioni più dinamiche ed affascinanti del mondo”, come ha ben spiegato Michael Ellis, direttore internazionale delle Guida Michelin.

Durante questa occasione di presentazione ufficiale è stato anche chiarito  il ruolo degli ispettori, ed il loro imprescindibile anonimato durante i momenti di lavoro, ma anche sottolineata l’identità della Guida che, nel tempo, ha acquistato un ruolo ben preciso e determinato.

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Un totale di 6300 indirizzi segnalati, con 26 nuove stelle come nel caso del ristorante La Tana di Alessandro Dal Degan, il Borgo San Giacomo di Peter Brunel e le 3 new entry milanesi, il ristorante Armani, Seta di Antonio Guida, Tokuyoshi di Yoji Tokuyoshi. Si perdono la stella per strada invece il Pont de Ferr ed il Combal Zero che da due passa ad una.

Ma in cosa è diversa questa edizione 2016?

Si può dire che sia una guida più giovane, con una buona metà di nuovi stellati sotto i 35 anni di età, e che punti l’attenzione sulla ristorazione del Sud Italia, come ben dimostra la presenza massiccia di ristoranti stellati nella provincia di Napoli e nella regione della Campania.

L’Italia si conferma ancora una volta un paese pulsante di energia ed idee, nonché il secondo paese più stellato al mondo grazie alle diverse culture che la popolano, specchio di altrettante tradizioni culinarie che rendono il territorio italiano un unicum nel suo genere.

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Che si tratti di ristoranti blasonati, trattorie oppure locali per appetizer stuzzicanti, la parola d’ordine è stupire il palato, accarezzarlo con sapori genuini, con profumi che si fanno ricordare, ma soprattutto con una cucina che rifletta l’anima di un luogo ed insegni ad apprezzarlo.

Ed ora, passiamo all’elenco dettagliato degli stellati premiati dalla Guida Michelin Italia 2016. Fatevi ispirare per la vostra prossima sosta enogastronomica.

TRE STELLE
Nella 61a edizione della Guida Michelin Italia confermano di avere una cucina che «vale il viaggio», e quindi le 3 stelle Michelin, gli 8 ristoranti dell’edizione 2015:
Piazza Duomo ad Alba,
Da Vittorio a Brusaporto,
Dal Pescatore a Canneto Sull’Oglio,
Reale a Castel di Sangro,
Enoteca Pinchiorri a Firenze,
Osteria Francescana a Modena,
La Pergola a Roma,
Le Calandre a Rubano

DUE STELLE

38 i ristoranti che «meritano una deviazione», ovvero quelli a due stelle. Ecco le due novità:
Casa Perbellini a Verona, dello chef Giancarlo Perbellini.
Gourmetstube Einhorn a Mules, dello chef Peter Girtler.

UNA STELLA

Sono 288 i ristoranti dall’«ottima cucina», di cui 26 novità:
I Due Buoi, Alessandria – chef Andrea Ribaldone
La Tana Gourmet, Asiago – chef Alessandro Dal Degan
Aqua Crua, Barbarano Vicentino – chef Giuliano Baldessari
Bacco di Barletta – chef Angela Campana, Cosimo Cassano e Dajgo Takescy
Meo Modo di Chiusdino – Chef Andrea Mattei
L’Argine di Vencò di Dolegna del Collio/Vencò – chef Antonia Klugmann
Signum di Salina, Isole Eolie – chef Martina Caruso
Acquerello, Fagnano Olona – chef Silvio Salmoiraghi
Borgo San Jacopo di Firenze – chef Peter Brunel
Castello di Grinzane Cavour – Marc Lanteri
Atman a Villa Rospigliosi, Lamporecchio – chef Igles Corelli
Shalai a Linguaglossa – chef Giovanni Santoro
Armani a Milano – chef Filippo Gozzoli
Seta a Milano – chef Antonio Guida
Tokuyoshi a Milano – chef Yoji Tokuyoshi
Dolce Vita Stube a Naturno – chef Thomas Ebner
Vespasia a Norcia – chef Emanuele Mazzella
Cielo a Ostuni – chef Andrea Cannalire
Enoteca al Parlamento Achilli a Roma – chef Massimo Viglietti
Re Maurì a Salerno – chef Lorenzo Cuomo
Don Geppi a Sant’Agnello – chef Mario Affinita
Aga, San Vito di Cadore – chef Oliver Piras e Alessandra Del Favero
Alpenroyal Gourmet, Selva di Val Gardena – Mario Porcelli
Osteria Arbustico a Valva – chef Cristian Torsiello
Dopolavoro a Venezia – chef Federico Belluco
Oro Restaurant a Venezia – chef Davide Guida

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