Nasce Food Act: il protocollo per difendere la vera cucina italiana

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L’Italian Food, simbolo per eccellenza del buon mangiare, che tutti cercano e desiderano anche a costo di accettare pessime imitazioni che rischiano di danneggiare seriamente il mercato del “vero” tipico italiano.

Ormai è comune trovare la mortadella preparata con carne di tacchino made in USA, oppure il pecorino che non sa nemmeno cosa sia il latte di pecora, ed ancora il “Parmesan”, uno dei più noti falsi di Parmigiano Reggiano in commercio. Per non parlare dei ristoranti all’estero dichiarati “Italiani”che non riescono neppure a servire un piatto di pasta degno di quel nome.

Insomma, imitare l’Italia non è possibile, si tratta di un unicum enogastronomico, il primo paese in Europa per numero di prodotti di qualità certificata, ben 280 nel settore food e 523 nel wine.

Ecco perché le truffe alimentari, oltre a causare un danno di immagine molto importante, rappresentano un danno concreto dal punto di vista economico, con un giro di affari pari a circa 50 miliardi di euro.

parmigiano reggiano

Un problema a cui il Governo sta cercando di porre rimedio attraverso un Protocollo di intesa per la Valorizzazione all’Estero della Cucina Italiana di Alta Qualità, sottoscritto dal Ministero degli Affari Esteri Paolo Gentiloni, dal Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina, e dal Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini.

Insieme a loro anche numerosi chef noti al grande pubblico, in quello che rappresenta l’evoluzione di un vero e proprio Food Act, ovvero un patto tra istituzioni e mondo della cucina italiana di qualità. Maestri del gusto come Gianfranco Vissani, Carlo Cracco, Davide Oldani e Cristina Bowerman uniti per la causa, testimoni e portavoce dell’eccellenza nazionale.

pizza margherita

Il Protocollo d’intesa sancisce una ferma volontà, quella di chiarire al mondo intero che la tradizione culinaria , le tipicità e le produzioni italiane sono un patrimonio raro da preservare. A concretizzare questo importante passaggio saranno una serie di iniziative che, tra quest’anno ed il prossimo, si concentreranno tra Stati Uniti, Giappone, Repubblica Popolare Cinese, Federazione Russa, Emirati Arabi Uniti e Brasile, i paesipotenzialmente più redditizi per il nostro comparto alimentare.

Cannoli siciliani edited

L’obiettivo?

Portare l’export agroalimentare italiano a quota 50 miliardi di euro entro il 2020 come ha affermato il ministro Maurizio Martina. Un risultato certamente straordinario ma oggi possibile proprio grazie alla filosofia che muove il Food Act: chef e istituzioni uniti, una quadra che cammina nella stessa direzione e lavora sinergicamente per lo sviluppo italiano.

 

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