D.O.I: la bottega gourmet dell’eccellenza italiana

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Una vetrina d’altri tempi, di quelle che lasciano curiosare verso l’interno, che spingono a voler sapere di più. Poi si entra e ci si trova circondati da ogni sorta di prodotto gastronomico, non è facile identificare le diverse tipologie di delizie, ma si capisce subito che sarà difficile uscire senza avere acquistato. Dietro il bancone ricolmo di formaggi, carne e bontà lui, Piergiuseppe Siena, che accoglie con il sorriso pieno, fiero e sicuro di chi sa che ti farà mangiare bene. Anzi, che ti farà assaporare qualcosa di unico e ricercato.

E’ un matto, così si definisce, e forse non ha tutti i torti. Già, se si può ritenere matto chi asseconda le sue passioni e decide di seguire una strada che esula dal percorso di studi intrapreso. Laureato in Economia, con alle spalle anni nel settore marketing di grandi aziende, da un anno Piergiuseppe ha deciso che il suo amore per la buona tavola doveva diventare qualcosa di più. E’ diventato il “D.O.I – Di origine italiana”, una bottega gourmet scrigno di ricercatezze e alimenti originali, porto sicuro per chi vuole andare oltre il più classico buono.

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“Il D.O.I è la realizzazione di un progetto, la concretizzazione della mia passione per il cibo di grande qualità – spiega Piergiuseppe – è il mio viaggiare per l’Italia alla ricerca di prelibatezze, di piccole realtà fuori dai soliti giri della distribuzione. Io punto all’unicità”.
Una unicità che si ritrova anche nella selezione di quei prodotti che rappresentano l’essenza del territorio di Parma in cui Piergiuseppe è nato e dove ha aperto l’attività. Ecco quindi che il Prosciutto di Parma e Culaccia sono del Salumificio Attolini, una realtà che produce appena 7.000 cosce all’anno; che il Salame e Strolghino di Suino Nero Brado di Parma provengono da Ca’ Mezzadri; oppure che il Salame di Felino porta la firma di “Soncini Gladis”.

E dato che non si può parlare e consigliare senza conoscere, Piergiuseppe ha studiato…e non poco. E’ Maestro dell’ONAF – Organizzazione Nazionale Assaggiatore di Formaggi, ha raggiunto il 3°livello dell’ONAS – Organizzazione Nazionale Assaggiatore di Salumi e il 1° livello dell’ONAV – Organizzazione Nazionale Assaggiatore Vini.
Mentre racconta entrano i clienti, alcuni sanno già cosa desiderano, fedeli ad assaggi precedenti, altri osservano incuriositi e si lasciano indirizzare. E non sono solo le parole a convincere, qui si degusta come era uso nelle botteghe di un tempo. Come ancora pochi fanno. Perché alla fine è il palato a decidere tutto, poco conta il prezzo.

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“So che i miei costi sono più elevati, ma ho deciso di puntare su alimenti e prodotti che non si trovano da altre parti, voglio regalare un’esperienza da ricordare e continuare ad assaporare anche con la mente, altrimenti non si giustifica lo scontrino”.
Qui si alimenta la cultura del buon mangiare, si arrivano a conoscere realtà produttive che seguono un’attività estremamente particolare, a volte coraggiosa proprio per i costi da sostenere, ma il risultato è di livelli superiori.

Al D.O.I si trovano chicche come le olive sferificate di Albert Adrià, carne di Fassona e Chianina proveniente da macellerie selezionate nei territori di origine, Gamberi Viola di Mazara del Vallo (surgelati sul posto appena pescati), i particolari cibi pronti dello chef Davide Palluda e i sughi del ristorante stellato “La Dispensa di Caino”. Poi formaggi (da provare la mozzarella di bufala) e pasta ripiena come i “sempre verdi” anolini, tortelli di erbetta, patate zucca e ortica, preparati da Officina Gastronomica e San Leo.

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E quando gli chiedo quale salume non prettamente del territorio parmigiano viene molto apprezzato in città, lui non ha esitazione “la Cinta Senese, ma è un piacere far scoprire anche alternative alle tipicità più conosciute – spiega Piergiuseppe – ad esempio, ho selezionato la Sbriciolona, simile alla Finocchiona e altrettanto gustosa ma non IGP. La nostra Italia offre meraviglie che sono tutte da scovare e provare”.

D.O.I – Di Origine Italiana
Viale Anteo ed Erasmo Viotti, 13/F
Parma
Tel. 338 445 3166

 

Articolo scritto per e pubblicato su Gazzetta dell’Emilia.it

Foto Francesca Bocchia

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